Uno-due Merida Bendtner e il Liverpool è fuori!
In attesa del “Derby del Nord” di Londra, l’Emirates Stadium ospita il match senza alcun dubbio più interessante del turno di Carling Cup valido per l’accesso ai quarti di finale. Ospiti della serata i Reds di Benitez, anch’essi in versione “beta”. Una serata magnifica per uno spettacolo altrettanto meraviglioso.
Nulla di meglio per poter cancellare, almeno in parte, le delusioni di Upton Park. Come largamente annunciato nella conferenza stampa antecedente all’incontro, Wengèr non rinuncia alla sua filosofia calcistica secondo cui la Carling Cup dev’essere terreno fertile dal quale far sbocciare i talenti più puri dei suoi giovanissimi Young Guns.
Nell’occasione, il buon Arsenio ha l’occasione di mixare ragionevolmente la squadra, per creare una formazione ricca di elementi giovani, rimpinguata dall’esperienza di un paio di potenziali titolari. Fabianski può finalmente rientrare in attività agonistica dopo un brutto infortunio e mettersi di nuovo in discussione per il delicato ruolo di portiere titolare, in lizza con Almunia e Mannone. Il polacco è protetto dalla linea difensiva composta centralmente dagli “esperti” Senderos e Silvestre, con Gilbert e Gibson sugli esterni. Cambiano gli uomini, ma il metodo resta lo stesso. Il centrocampo a 3 del nuovo modulo wengeriano è affidato all’esordiente Craig Eastmond (il diciottenne è una piacevole sorpresa a questi livelli), affiancato più avanti dal talento sempre crescente di Aaron Ramsey e di Fran Merida Perez. In avanti il tridente viene formato dall’inedito trio composto da Nasri a sinistra (al rientro dopo la frattura della tibia al primo giorno di preparazione estiva), Bendtner a destra ed Eduardo da Silva in mezzo. Non recuperano Armand Traorè (adduttore), Wilshere (caviglia) e Vela (ginocchio), e resteranno indisponibili come, in generale, lo sono ancora Rosicky, Walcott e Djourou.
Anche a Benitez piace fare “esperimenti” in partite di questo genere. Il tecnico spagnolo non vuol essere da meno alla sua controparte alsaziana, e così decide di scendere in campo con una squadra fortemente modificata rispetto all’assetto tattico titolare, ma non per questo meno interessante. Anzi. Si tratta, nell’occasione, di una tipica variante beniteziana del 4-4-2, ovvero un 4-2-3-1 con spiccate caratteristiche offensive, tendenti al contropiede. Anche qui il mix è davvero ben assortito, e con la qualità delle riserve del Liverpool, ci si può davvero permettere questo ed altro. Diego Cavalieri (giovane ma già affermato) è l’estremo difensore chiamato a sostituire Reina. In difesa spazio a Insua e Degen sulle fasce (due terzini che potrebbero tranquillamente giocare titolari), con Kyrgiakos e Skrtel centrali. I giovani Spearing e Plessis (che aveva esordito al Grove due anni fa) compongono la diga di centrocampo, a supporto di tre trequartisti di assoluta qualità. Kuyt a destra, Babel a sinistra e Voronin al centro fungeranno quindi da trio d’attacco e di rifinitura per l’unica punta, Ngog (altro elemento veramente da seguire). Aquilani non è ancora prontissimo, ma il nuovo acquisto dei Reds è comunque disponibile in panchina per un innesto in corsa. Dirige il signor Alan Wiley (voto 5,5).
Ci sono tutti gli elementi per assicurare lo spettacolo, in una cornice di circa 60.000 spettatori (10 pounds a biglietto per adulti, 5 per i bambini). Ed infatti, fin dalle prime battute, si capisce che le attese non saranno tradite. Per niente.
E’ già trasparente, nei primi minuti, la voglia di questi ragazzi di giocarsi la loro opportunità, con estrema grinta, ma anche con rara qualità. In particolar modo, va sottolineata la personalità cristallina di giocatori come Merida (oggetto del desiderio di parecchi club dopo il suo mondiale under-19), come lo stesso Ramsey (in notevole crescita rispetto all’anno scorso), ma anche di Eastmond, per nulla intimorito dalla situazione.
Il Liverpool può contare su elementi leggermente più forti (sulla carta) oltre che più rinomati, ma il giovanissimo trio di centrocampo dei Gunners (55 anni in tre) pare non esserne assolutamente condizionato. Va detto, comunque, che la prima occasione buona (ma veramente buona) per passare in vantaggio è tutta degli ospiti. Superba azione in profondità, con Voronin che serve in verticale l’agilissimo Ngog. Il francese dimostra la sua classe con un colpo di tacco smarcante, che lancia Degen in sovrapposizione nel corridoio centrale dell’area di rigore. Silvestre è colto impreparato, ma Degen non riesce a calibrare bene il suo destro, sprecando malamente a lato. Poco più di 5 minuti dopo, arriva la risposta dei padroni di casa, in impeccabile stile.
Merida è fantastico metronomo di centrocampo (sebbene le sue caratteristiche siano di trequartista puro) e inventa dal nulla un passaggio filtrante che libera lo sprint di Gibbs sull’out sinistro. L’esterno under 21 inglese serve l’accorrente Bendtner, in ottima forma fisica. Accentratosi, il danese riesce a combinare pericolosamente con Eduardo, superando in uno-due l’intera retroguardia dei Reds, ma facendosi quasi ipnotizzare dall’uscita bassa di Cavalieri.
Ramsey, liberissimo al centro, è disperato per il mancato assist da parte del compagno. Ad ogni modo è un buon segnale. L’Arsenal versione beta c’è. E al minuto 19, la sua presenza diventa ancor più incisiva. Eastmond (che sembra già un veterano), ruba un pallone sulla trequarti ospite a Voronin, a seguito di una rimessa laterale, e tocca per Merida. Il catalano, dallo spigolo destro dell’area di rigore, si gira verso la porta facendo esplodere un poderoso sinistro a giro, che finisce dritto dritto nel “7″, alla sinistra di Cavalieri. Un goal pazzesco. Pura classe. E vantaggio meritato.
Il Liverpool non molla comunque la presa e, nonostante un ottimo salvataggio di Senderos ai danni di Voronin, riesce ad equalizzare già al 26′. Come a voler rispondere alla qualità del goal di Merida, Insua riesce incredibilmente a servirsi della sponda di Babel dal vertice sinistro della trequarti e a colpire al volo di collo piede da più di 30 metri. La traiettoria assunta dalla sfera è assurda. Qualcosa di simile l’avevo vista fare a Shun Nitta (Patrick Everett della Otomo per gli amanti di Holly e Benji in versione televisiva). Fabianski non può nulla sul bolide dell’esterno argentino, e gli uomini di Benitez trovano il pareggio.
La rete restituisce ulteriore confidenza agli ospiti, ma l’Arsenal non ne esce rimaneggiato. Bendtner ci prova in un paio di occasioni, sgusciando via bene alla difesa avversaria, ma senza trovare la porta. Vani sono i tentativi dalla distanza di Ramsey e di Merida, sebbene la sua chance, dopo un’azione personale di Eduardo, poteva diventare molto pericolosa. Nasri è molto attivo, in una posizione decisamente non sua. Gli spunti del nazionale francese fanno capire che ormai l’infortunio della scorsa estate è cosa più che passata. La sua partita è stata maggiormente votata alla rifinitura, ma il repertorio dell’ex trequartista marsigliese è chiaramente molto più accessoriato. Il suo calcio di punizione (conquistato dopo un gran numero in dribbling) finisce di un metro a lato dalla porta di Cavalieri. Ma basta questo per far capire le doti di quella che sarà sicuramente una freccia in più nella faretra di Wengèr.
Sul finale di primo tempo, Cavalieri per poco non combina la frittata smanacciando un corner che, in maniera rocambolesca, finisce per generare un mischione in piena area piccola. Bendtner ha la possibilità di convertire, ma non riesce a battere il portiere sudamericano, che si ritrova il pallone tra le mani. Si va all’intervallo sul risultato di 1 a 1.
Ma il secondo tempo non smette di regalare emozioni e bel gioco, sulla scia tracciata da entrambe le squadre nel primo tempo. I Reds continuano ad attaccare con traversoni non sfruttati, ma dopo 5 minuti dall’inizio della ripresa sono i nostri a passare. Ancora una volta, l’azione è da incorniciare. Eastmond, ancora con personalità, vede e serve il movimento di Merida Perez largo a sinistra. Il catalano controlla ottimamente e taglia verso il centro, passando il pallone a Ramsey, perfetto nell’inserimento, all’altezza del dischetto di rigore. Bendtner ha una buona lettura della manovra, e penetra in area dove Ramsey, spalle alla porta, può così servirlo sul piede non preferito, il sinistro. Il numero 52, seppur pressato, riesce a mantenere l’equilibrio e a calciare di sinistro, appunto, con la sola forza bruta. Ma tanto basta per infilare la porta di Cavalieri, e l’Arsenal torna in vantaggio.
La risposta degli ospiti si traduce con un immediata discesa libera in combinazione tra Voronin e Degen che lascia di stucco la difesa dei Gunners. L’azione è bellissima e termina con il tiro di Voronin che, per nostra fortuna, non inquadra la porta e termina a lato. Poteva fare di più. Fabianski non si fa impensierire dal calcio di punizione di Babel (non esattamente uno specialista l’olandese), mentre Spearing non riesce a controllare la potenza del suo destro, sparando alto sopra la traversa. L’Arsenal finisce in controllo della partita, e sembra poter ben limitare le sortite degli avversari.
A un quarto d’ora dal termine, Benitez manda dentro Benayoun per Ngog e Aquilani per Plessis; Wengèr decide di dar spazio a Sanchez “Snoop Dog” Watt e a Randall, in vece di Bendtner e Eastmond. Aquilani si mette subito in luce per un gran lancio di 30 metri, che innesca la rapidità di Kuyt. Il taglio basso di quest’ultimo verso Babel viene incredibilmente sprecato dall’ex centravanti dell’Ajax. Eduardo ci prova in un paio di occasioni, anche in combinazione con Nasri, ma senza creare concrete minacce alla porta di Cavalieri. Voronin crea invece più di un pensiero a Fabianski, costringendolo in un’occasione alla parata non facile sopra la traversa. Sul finale di gara, dopo l’ingresso in campo di Coquelin (standing ovation per Merida) e di Ecclestone (che rileva Degen), il Liverpool reclama un rigore per un fallo di mano di Senderos. Lo svizzero si trova sulla traiettoria di una spettacolare rovesciata da parte di Aquilani, ma la distanza è veramente poca, e fa benissimo Wiley a non assegnare il penalty.
Non c’è tempo per poter continuare, e finisce così. L’Arsenal dei giovani e delle seconde linee elimina il Liverpool (in versione altrettanto rimaneggiata) dalla Carling Cup. Una prova sicuramente positiva, che potrà dare degli spunti al tecnico alsaziano. Per ora è il momento di archiviare il risultato e di concentrarsi sulla sfida di sabato, contro i rivali di sempre. Alla prossima.
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complimenti per l’articolo! ma, come hai scrito alla fine del articolo dobiamo, concentrarsi per la partita di sabato.
Grazie Artion! E speriamo bene per sabato! C’mon Gunners!