L’Arsenal frena…West Ham pareggia in rimonta
Avevamo parlato di quanto questa partita fosse importante per la nostra stagione. Dopo la vittoria del Liverpool ai danni del Manchester United, l’opportunità era diventata addirittura più preziosa. L’Arsenal purtroppo non riesce ad approfittarne, ripetendo parzialmente l’errore di giudizio commesso ad Alkmaar, e facendosi rimontare nientemeno che due reti. Peccato, veramente un peccato. Posso essere d’accordo sul fatto che i derby sono sempre incontri a parte, match che fanno storia a sè. Ma questa partita ha avuto davvero dell’incredibile. Sei, massimo sette minuti di follia che ci hanno costato la virtuale leadership, insieme al Chelsea di Ancelotti. Prima di questa gara, l’Arsenal non aveva mai pareggiato, conquistando solo vittorie e due sconfitte (in due scontri diretti giocati a Manchester). Ben diversa la situazione degli Hammers, in piena crisi di risultati e con il rischio potenziale di retrocessione, con soli 5 punti. Viste le urgenze e la situazione non proprio comodissma, Zola ha preparato la partita per vincere, senza mezze misure. Per quanto la cosa potesse esser complicata, avendo di fronte un Arsenal in forma straripante. L’ex fuoriclasse di Cagliari, Parma, Chelsea e Napoli schera un equilibrato 4-4-2, senza rinunciare però ad elementi di chiaro stampo offensivo. Green è confermato tra i pali, con davanti a sè la linea a 4 composta da Spector, Tomkins, Upson e Ilunga; sulle fasce laterali agiscono da cursori Behrami a destra, e Collison a sinistra, con Noble e Parker ad operare in mezzo al campo; le due punte dello scacchiere tattico sono interpretate nell’occasione da Carlton Cole e da Guillermo Franco. Le motivazioni non sono comunque una prerogativa esclusiva dei padroni di casa. Wengèr si affida alla miglior prestazione possibile, scegliendo ancora una volta Mannone ai danni di Almunia, che si accomoda in panchina; la difesa è quella titolare, con Sagna, Gallas, Vermaelen e Clichy; Song è il perno difensivo di centrocampo, a tutela degli inserimenti offensivi di Fabregàs e Diaby; tridente offensivo composto da Ebouè, Arshavin e Van Persie in mezzo. In genere non mi dispiace il metro di giudizio usato da Chris Foy, ma questa volta il direttore di gara originario del Merseyside è tutto fuorchè in giornata (voto 4,5).
Come ci si poteva facilmente aspettare, l’inizio della gara è oltremodo vibrante. Partono subito con voglia i Gunners. Van Persie è senza dubbio il più pericoloso. Al secondo minuto l’olandese ci prova dopo un inserimento centrale, tentando il difficilissimo, quanto stilisticamente impeccabile, colpo di tacco sottomisura. Poi, qualche minuto più tardi, replica con un poderoso sinistro dalla distanza diretto all’incrocio, su cui è bravissimo Green a non farsi battere, deviando in angolo. La risposta degli uomini di Zola non tarda ad arrivare. Carlton Cole è in giornata di grazia, e le sue sgroppate di forza mettono in soggezione, e non poco, la retroguardia ospite. Da una delle azioni offensive, ne scaturisce un corner su cui l’altissimo Tomkins per poco non riesce a far breccia, commettendo però fallo in attacco ai danni dell’uscente Mannone. Qualche minuto di tensione, a causa delle cure necessarie al portiere italiano, ma niente di più. Al minuto 11, un episodio non da sottovalutare: Van Persie si fa strada tra le maglie della difesa avversaria, tentando poi la conclusione di sinistro; la palla viene bloccata da un intervento con le braccia di Upson in piena area di rigore. Ci sono tutti gli estremi per concedere il tiro dal dischetto, ma Foy lascia continuare. Si salvano gli Hammers, ma solo temporaneamente. Al 16′ Diaby combina con Sagna, lanciando il connazionale sull’out di destra in velocità; il cross del terzino francese è perfetto, ma non altrettanto è l’atteggiamento di Green e dei suoi compagni di reparto; il traversone carico d’effetto taglia tutta l’area di rigore, Green sbaglia clamorosamente l’uscita, e finisce nella zona presidiata da Van Persie, che insacca al volo con un leggero tocco di interno piede. Arsenal in vantaggio. Il West Ham accusa il colpo e diventa progressivamente impalpabile. Solo Gunners in queste fasi di gioco. L’unico tentativo di reazione dei padroni di casa si concretizza in un’azione personale del solito Cole che finisce per servire l’accorrente Noble; il centrocampista inglese controlla ottimamente e conclude con un velenoso destro rasoterra, che però si perde sull’esterno della rete. Di lì in poi, il dominio Arsenal cresce alla distanza. Non è sicuramente ispiratissimo Arshavin, ma il russo c’è, si fa vedere e accompagna ogni azione di gioco. Grandissimo il pallone filtrante servito nello spazio dallo Zar per mandare in porta Van Persie. Il numero 11 ex-Feyenoord viene provvidenzialmente chiuso da uno strepitoso intervento di Tomkins, a scongiurare il probabile raddoppio. Verso il 22′, ancora Van Persie a minacciare la porta di Green, con un colpo di testa in tuffo che però si perde di poco a lato. Al 35′ invece ci prova Fabregàs dai 25 metri, ma il suo gran destro viene deviato nettamente in corner. Dalla bandierina Van Persie ingaggia il suo temibile sinistro, trovando la solita parabola tesa ed arcuata a rientrare. Gallas ha il timing perfetto nello stacco, e approfittando di una dormita difensiva, regala il raddioppio all’Arsenal, che va così sul 2 a 0. West Ham in ginocchio, ma solo momentaneamente. Con Upton Park ammutolito, la superiorità dei Gunners veniva fuori ad ogni occasione. Vermaelen si esibisce in uno slalom gigante sulla corsia sinistra, in stile terzino fluidificante di altri tempi, per poi trovare il fondo. Il suo traversone è però impreciso, e si perde largo sulla destra. Poco più tardi, ci prova Ebouè, bravissimo a penetrare dalla destra, ma senza però impensierire Green più di tanto. L’Arsenal dà l’impressione di controllare l’incontro senza alcuna fatica. Ed è con tale sensazione che si va alla ripresa. La squadra di Zola non accenna a reagire come si deve. Arshavin prova a scuotere i primi minuti della seconda frazione di gioco, esibendosi in una delle sue caratteristiche azioni personali. Fatto fuori l’avversario, il russo prova il destro a giro, che però manca di precisione, e attraversa tutto lo specchio della porta. Da lì in poi, la gara diventa molto meno frenetica, con l’Arsenal che, per citare il buon Nicola Roggero, tende a giocare con il pilota automatico inserito, Dominio del possesso palla più che netto, controllo totale dell’avversario, ma nessun tentativo significativo di cercare l’affondo o di trovare il goal del 3 a 0. Verso l’ora di gioco, Zola manda dentro Diamanti al posto di Noble, e il cambio si rivelerà quanto mai azzeccato. L’ex trequartista del Livorno aggiunge grinta, fantasia e forza atletica ad una squadra ormai in silenziosa attesa del triplice fischio. Poco dopo il suo ingresso, il numero 32 prova subito a mettersi in evidenza con un gran bolide dai 35 metri, che però si perde sul fondo. Un paio di minuti più tardi, c’è la risposta degli ospiti con Fabregàs che, dopo aver ricevuto palla dalla trequarti, trova lo spazio per andare al tiro da quasi trenta metri e sfiorando il palo alla sinistra di Green per pochi centimetri. Il West Ham riprende vita, così come Carlton Cole che non tarda a rendersi nuovamente pericoloso in un paio di occasioni. I Gunners non chiudono la partita, e gli Hammers ritrovano fiducia e fluidità di gioco. Al 64′, Guille Franco viene rilevato dal pimpante Zavon Hines (davvero niente male). Il giovane centravanti giamaicano si fa notare per la sua rapidità di esecuzione, e Clichy fa non poca fatica per poterlo marcare. A pochi minuti dal suo ingresso, lo stesso Hines si produce in una grade sponda di testa, all’altezza del dischetto, per l’accorrente Cole. Il centravanti inglese è in buona posizione ma non riesce a trovare lo specchio della porta e spreca malamente. La velocità di Hines mette in difficoltà un pò tutta la difesa ospite. Clichy riesce in maniera miracolosa ad impedirne la penetrazione in area piccola, arrestandone il tentativo di tiro senza commettere fallo. Sugli sviluppi dell’azione successiva, il counter-attack dei Gunners termina per servire l’accentrato Arshavin che, impossibilitato a trovare l’assist, lascia partire un superbo destro a giro sul secondo palo. Grandissima la risposta di Green in calcio d’angolo. Poi è ancora una volta il West Ham a salire in cattedra. Hines viene fermato fallosamente da Diaby, il cui body-check è ritenuto falloso da Foy. Diamanti si incarica della battuta del conseguente calcio di punizione dalla trequarti, con tutte le torri salite in area per poterne beneficiare. L’ex Livorno calcia con il suo potente sinistro direttamente in porta, costringendo Mannone alla parata in tuffo a mano aperta. La sfera resta comunque lì, e si dirige in direzione della porta. Cole anticipa tutti e mette dentro da due passi. Il Boleyn Ground torna a ruggire, mentre Wengèr inizia a rendersi conto del pericolo in cui la sua squadra è più volte caduta. Pochi minuti dopo, Parker cade atterra in area di rigore disturbato da Gallas. Il tocco del francese è davvero minimo, e Foy invita il centrocampista ex Charlton a rialzarsi. Ma all’80′ la sorte non è nuovamente così favorevole, e l’atterramento di Song ai danni di Cole viene giudicato falloso. Calcio di rigore. L’incubo inizia a materializzarsi. Diamanti dal dischetto non fallisce e inchioda Mannone sull’insperato 2 a 2. Upton Park in delirio. Wengèr prova a raddrizzare le cose mandando dentro Bendtner ed Eduardo. Nei minuti finali, poco dopo l’espulsione di Parker per doppia ammonizione (di cui la seconda per fallo di mano), va citata la straordinaria parata di Green sul colpo di testa in tuffo di Van Persie da distanza ravvicinata. Una parata che vale 3 punti, sebbene gli uomini di Zola ne conquistino uno soltanto. Lo stesso dicasi per i ragazzi di Wengèr, che tornano a casa con un solo punticino dai Giardini di Anna Bolena. Un punticino che sa più di sconfitta, che di pareggio. Perchè vincendo ora saremmo al primo posto (virtuale) insieme al Chelsea. Mentre ora siamo al terzo posto, con la possibilità di agguantare lo United al secondo. Peccato, davvero un peccato, torno a ripeterlo. E’ il momento di archiviare questo ennesimo “errore di gioventù”. Mercoledì abbiamo il Liverpool in Coppa di Lega, mentre sabato un altro scontro diretto con i nostri eterni rivali di White Hart Lane. Il secondo derby consecutivo, che avrà in più il valore di scontro diretto. Impossibile fallire. Fino ad allora…
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ero sicuro di questo pareggi oon il WH sin dal gol dell’AZ in Champions.
Soffriamo troppo psicologicamente questi risultati, quando s’inceppa una serie vincente o quando si è troppo sicuri della vittoria e non la si riesce a portare a casa.
Mercoledi c’è il Liverpool e sopratutto una partita da vincere…
C’MON GUNNERS!
Che occasione buttata ! Suvvia, comunque non disperiamoci…confesso che ad inizio stagione avrei pagato oro per ritrovarmi, a questo punto del campionato, in questa posizione di classifica. Importante il match di mercoledi contro i Reds, ma vi confesso che la tensione che avverto in vista dell’incontro di sabato è già arrivata a livelli altissimi…C’MON…C’MON…GUNNERS !!!!!!!!!!!!!