Arsenal – Birmingham 3-1
Un altro passo avanti. Un altro piccolo mattoncino. Bene, bene così. Il pareggio al St.Andrews con goal di McFadden al 90′ (e con annessa crisi nervosa di Gallas), sembra un pallido quanto spiacevole ricordo. L’attitudine nel far punti con le medio-piccole ci mancava davvero tantissimo. E, come già detto in precedenza, si può parlare di un problema (quasi) definitivamente archiviato.
La situazione in sè, al momento, è parecchio soddisfacente. Il Chelsea di Sant’Ancelotti (e penso al fegato dei suoi vari adulatori Caressa, Sconcerti, Mauro, D’Amico, ecc) crolla al Villa Park; Benitez capitola allo Stadium of Light (ironico che un palloncino possa decretare la sconfitta di un pallone gonfiato). E gli “enfànts terribles” del buon Arsenio, zitti zitti, guadagnano terreno.
Bisognerà soltanto capire, a questo punto, cosa succederà negli eventuali scontri diretti con le Big, sul terreno di gioco dell’Emirates Stadium. Finora il rendimento casalingo dei Gunners è stato esemplare: 4 vittorie su 4, con 17 goal segnati (la media di 4 goal fatti a partita) e prestazioni di livello paragonabile soltanto ad altre 2 o 3 squadre nel mondo. Ma la vittoria di un eventuale titolo, dovrà necessariamente passare sul corpo di Chelsea, Manchester United, City e Liverpool, almeno in casa. Staremo a vedere.
Tornando alla partita odierna, si può soltanto essere contenti. La rotazione post-nazionali era inevitabile. Tutti potevano aspettarsi l’impiego dei due terzini di riserva, Ebouè e Gibbs; In pochi, invece, si sarebbero aspettati la presenza di Mannone, a dispetto del recupero di Almunia. Per il resto, il centrocampo è affidato alla copertura di Song e al lavoro di impostazione svolto da Diaby e Fabregàs; Walcott fa il suo esordio da titolare, sulla corsia destra del tridente, con Rosicky sul versante opposto e il solito Van Persie in posizione di punta centrale. Solo panchina per Arshavin, almeno inizialmente.
McLeish non può contare su “el Chucho” Benitez, che pare abbia perso l’aereo di ritorno dal Sudamerica, nè su i suoi terzini sinistri di ruolo (indisponibili Quedrue e Parnaby). A sinistra ci va così un centrale, Liam Ridgewell, con Carr dalla parte opposta, mentre la coppia centrale davanti al portiere Joe Hart è composta da Johnson e Scott Dann; la fitta linea mediana di interdizione si compone di ben tre veterani: Barry Ferguson, Lee Carsley e Lee Bowyer. Sugli esterni, in posizione leggermente più offensiva, ci sono McFadden a sinistra e l’ex Sebastian Larsson a destra. Il ruolo di unica punta è affidato invece a Cameron Jerome. Arbitraggio non esattamente convincente del signor Lee Probert (voto 4,5), già conosciuto come il famoso quarto uomo che sancì l’espulsione di Wengèr all’Old Trafford.
L’avvio dei Gunners è pimpante. L’atteggiamento tattico degli ospiti è chiaro: difendere dietro la linea della palla, cercare di limitare i danni e, se possibile, ripartire in velocità sulla fascia di McFadden. Sappiamo già quanto questo tipo di gioco possa essere utile contro l’Arsenal in piena forma. Passano pochi minuti, e Fabregàs pennella uno dei suoi magistrali lanci in pallonetto. Van Persie vince il contrasto con Johnson, e fa da sponda per l’accorrente Rosicky. Il ceco, per la verità molto ispirato oggi, è puntuale all’appuntamento con la sfera, e tenta un sinistro al volo per inchiodare Hart. La conclusione però è pessima (non è il piede preferito del nostro numero 7), e la palla si perde sul fondo.
Poco dopo, Ridgewell inizia a far sentire la sua minacciosa presenza ai danni di Walcott, costretto ad uscire per le prime cure mediche. La vendetta del giovane Theo si consumerà pochi istanti dopo dal suo rientro: il centrocampista esterno inglese salta lo stesso inebetito Ridgewell con una finta di velocità inaudita, bruciandolo poi in accelerazione sull’out di destra. Walcott converge e prova addirittura la conclusione da posizione defilata in diagonale, constringendo Hart alla deviazione in corner. Buon break. Rosicky si va nuovamente vedere in bella combinazione con Van Persie.
Strutturalmente, l’azione è quasi identiva a quella precedente. La girata sottomisura del trequartista ceco impatta però con il corpo di Johnson, bravo nella circostanza a difendere la sua porta. Il Birmingham scricchiola, e poco dopo il quarto d’ora, la squadra di McLeish nulla può per evitare il tracollo. Song, che era stato fin lì perfetto per il suo lavoro di interdizione, si evidenzia anche per le sue doti tecniche, e dopo aver conquistato la sfera, illumina la via del goal a Van Persie, con una magnifica palla filtrante. Il fuoriclasse olandese controlla a seguire con un movimento sublime (una roba alla Bergkamp), evitando la pressione di Dann, e calciando con il suo micidiale sinistro rasoterra, sul secondo palo. Hart non può arrivarci, e l’Arsenal è in vantaggio.
Non finisce lì. Prima che possa scoccare il 18′ di gioco sul cronometro, i Gunners sviluppano una delle loro velocissime, irresistibili azioni in verticale. Rosicky riesce a trovare il fondo in percussione dalla destra, e a mettere al centro un’invitante palla bassa, su cui nè Van Persie, nè Walcott, al centro dell’area, riescono ad intervenire. La palla, sul secondo palo, finisce però per esser preda di Diaby, ottimo nell’inserimento, Il centrocampista francese si coordina con il piatto sinistro, e scaraventa la palla alle spalle di un incolpevole Hart. Uno due micidiale. E partita che poteva quasi dirsi ormai chiusa. Unica nota stonata, l’entrataccia di Ridgewell (evidentemente frustrato) che mette k.o. Walcott, costringendolo ad abbandonare il campo.
Sembra un infortunio abbastanza serio. Al suo posto, fa comunque il suo ingresso Andrei Arshavin. Ad ogni modo, è davvero impalpabile il contributo offensivo offerto dai Brums. L’unica occasione, se così può essere definita, era un calcio di punizione di Larsson alla mezz’ora, su cui Mannone non si fa sorprendere. Eppure, nonostante la pochezza in termini di gioco e di occasioni, gli ospiti trovano incredibilmente il goal che accorcia le distanze al 38′. Ferguson batte il corner, su cui Diaby interviene per liberare l’area. La palla viene spizzata e finisce nella direzione di Mannone, pronto a raccoglierla, seppur disturbato da Larsson. Lo svedese eccede nella sua carica, costringendo Mannone a perdere la presa e a cadere malamente a terra. Ne approfitta Lee Bowyer, che raccoglie la palla vagante e calcia al volo da due metri, a porta praticamente vuota. Probert valida un goal chiaramente irregolare, e il risultato è ora di 2 a 1.
Il goal restituisce un pò di fiducia al Birmingham, ma non sortisce alcun effetto negativo sui padroni di casa, che invece continuano a dominare la gara. Lo Zar, entrato da pochi minuti, ci mette un nulla per far percepire la sua presenza. Servito dall’onnipresente Fabregàs, il russo controlla palla al limite e lascia partire una potente staffilata rasoterra, su cui Hart è costretto a distendersi. Alla ripresa, si rivede l’ex Zenit, pescato da Diaby in posizione regolare e a pochi metri dalla porta avversaria. Il controllo è perfetto, non altrettanto è il suo sinistro che si perde clamorosamente a lato. P
iù vivace è il Birmingham in queste prime battute della ripresa. Si susseguono le folate di McFadden e i pericolosi inserimenti di Bowyer. Decisamente meglio del primo tempo, la squadra di McLeish. Verso il 58′, l’Arsenal si fa pericoloso in area di rigore, costringendo Larsson al recupero in tackle, che termina poi tra le braccia di Hart. Probert, in maniera inconcepibile, concede ai Gunners il calcio di punizione dal limite (meno di 11 metri di distanza), penalizzando nettamente il povero Larsson. Arshavin tocca per Van Persie, il cui pauroso sinistro si stampa sulla traversa della porta di Hart.
Poco dopo l’ora di gioco, l’evanescente Jerome viene rilevato da O’Connor. I ritmi della gara si abbassano notevolmente, ma è sempre la squadra di casa a dettare il proprio gioco. Dieci minuti più tardi, McLeish prova a cambiare marcia, inserendo Gary McSheffrey per uno stanchissimo McFadden. Wengèr risponde mandando dentro Sagna per Rosicky. Buona prova davvero per il fantasista ceco, sempre più lanciato sulla via del recupero. L’Arsenal rischia qualcosina, ma per il resto non molla il controllo sul possesso palla. Vermaelen sfiora il suo quinto goal stagionale di testa, mentre il calcio di punizione di Van Persie è velenosissimo, ma non trova la porta. Entra anche il terzo attaccante, Kevin Phillips (altra vecchia gloria) al posto del capitano Carsley, ma i giochi sono abbastanza fatti a dieci minuti dal termine.
Se non che, all’85′, Fabregàs gestisce un gran contropiede, confezionando il suo nono assist in campionato. Beneficiario è Arshavin, che accorrendo dalla corsia sinistra, ha il tempo di controllare, convergere e scaricare il suo destro a giro sul palo lungo. L’ingresso di Wilshere sarà solo per le statistiche (e per il tributo di applausi al sostituito Ebouè). L’epilogo della gara è un legittimo 3 a 1, che non lascia alcun dubbio sulla superiorità dell’Arsenal rispetto al modesto Birmingham. Ora siamo a 18 punti, con una gara da recuperare (probabilmente il 2 Dicembre). Un altro mattoncino è piazzato. Il sentiero da lastricare è ancora parecchio lungo.
Appuntamento a martedì per la trasferta di Champions League ad Alkmaar.
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ma walcott x quanto starà fuori?
sicuramente salterà l’az…oggi sarà sottoposto a risonanza…ne sapremo di più in serata o al massimo domani
Primi trenta minuti di grande Arsenal, poi con l’infortunio di Theo siamo un pò calati, complice anche la stanchezza dei tanti nazionali.
Bene RVP nella posizione, ormai collaudata, di centravanti puro e sempre meglio Vermalen lì dietro.
Perdere Walcott sarebbe una disdetta…Incrociamo le dita.
C’MON GUNNERS!
la partita si poteva chiudere nei primi 20 minuti, ma l’anno scorso avremmo subito anche il secondo gol… l’impressione è che abbiamo imparato a soffrire, e finalmente abbiamo un portiere.
walcott è veramente sfortunato (non commento il fatto che quell’entrata non sia nemmeno stata sanzionata), ma c’è rosicky che pare in discreta forma, e come esterno anche eboue ha fatto passi da gigante.
speriamo di continuare così
purtroppo bad news riguardo l’infortunio di Walcott.
3/4 settimane di stop
lo stavo scrivendo io… merda, stagione sfortunatissima per lui.
dovrebbe irrobustirsi un po’, perderebbe qualcosa nello spunto ma forse eviterebbe tutti questi infortuni….
Ques’anno premier agguerrita più che mai..